13.01.2017   |   Germania

Lotto 1 in serie

La falegnameria Voit intraprende nuove vie nella sezionatura dei pannelli. Lo specialista combina la rivoluzionaria unità di produzione HPS 320 FlexTec con un magazzino orizzontale intelligente.

“A seconda dello schema di taglio produciamo fino a 1.500 parti per turno”.

Stefan Voit, titolare falegnameria Voit

Lo specialista della produzione Voit ha completamente rivoluzionato la sua sezionatura dei pannelli, facendo cosi un salto quantico tecnologico e unendo quelli che sembrano due fattori in contraddizione: produzione flessibile a lotto 1 ed un volume di produzione elevato. L’unione diventa possibile grazie alla HPS 320 FlexTec di Holzma in abbinamento ad un magazzino pannelli intelligente di Homag Automation.

Ora sono passati tre anni buoni da quando ho visitato la falegnameria Voit l’ultima volta. A quel tempo, l’occasione per la mia visita all’officina ad i. d. Hallertau fu una bordatrice con tecnologia laser e gestione robotizzata integrata (leggibile in BM 6/2013). Già allora notai che il mastro falegname Stefan Voit (60) era un vero patito della tecnica. È aperto al nuovo, e in particolare è in grado di riconoscere il potenziale delle moderne tecnologie e di decifrarne il valore utile per la sua impresa. Questo, tanto si anticipi in questa sede, dovrebbe rivelarsi vero anche nel corso di questa visita.

Specialista e primo riferimento per i produttori di automobili

Circa undici anni fa, la falegnameria Voit si è specializzata esclusivamente in concetti e mobili da showroom per il settore automobilistico, e occupa attualmente 65 dipendenti. Tra i clienti dell’azienda si annoverano ad esempio BMW, Mercedes, VW, Audi o Renault. Voit non allestisce soltanto i loro autosaloni, ma concepisce e produce anche sfondi e mobili per eventi dei suoi esigenti clienti. Un esempio è l’introduzione di nuovi modelli o serie, ad esempio quelli di BMW i3 o i8. Il mastro falegname ha rilevato nel 1985 l’esercizio dei genitori, con i suoi allora cinque dipendenti. Oggi sono 65. Su una superficie di produzione di circa 8.500 m² in totale si trovano le più moderne tecnologie di produzione e confezionamento. Voit è una classica impresa a conduzione familiare: oltre a Stefan Voit, a bordo ci sono sia la moglie Barbara che i due figli Stefan (31, mastro falegname e tecnico del legno) e Alexander (26, falegname).

La competenza centrale è la lavorazione di panelli rivestiti in plastica (circa il 90%). Inoltre da Voit si lavorano e si laccano pannelli MDF colorati, oppure si producono su presse per membrana pezzi di formatura per gli attuali concetti di shop dei produttori di automobili. Di base vale la regola: niente è impossibile. Ma anche Stefan Voit sa fin troppo bene che star fermi equivale a retrocedere. E per poter giocare sul mercato anche in futuro l’estrema flessibilità della sua impresa in qualità di eccezionale USP, il concetto di taglio che aveva utilizzato finora non era più ottimale. Si potrebbe dire che si tratta di una lamentela fatta da chi sta già ad altissimo livello. Perché fino a quel momento aveva già una combinazione lama-magazzino ad alta potenza e volume di produzione: una Holzma HPP 530 più il magazzino pannelli automatico di Homag Automation. Il motto era il taglio pacchetto. Ma da una parte davanti alla varietà chiaramente crescente di pannelli e decorazioni il magazzino esistente non aveva più la capacità richiesta (spazio). Inoltre, Stefan Voit era alla ricerca di un concetto che garantisse la massima economicità nel sezionamento pannelli con numero di pezzi uguale a 1. Perché le dimensioni dei lotti nella sua produzione divenivano sempre più piccole. Ma oggi Voit lavora pur sempre circa 1.500 m² di panelli al giorno, e 50 trattori a sella pieni di mobili montati lasciano i capannoni di produzione ogni settimana.

La “tecnologia fatta per noi”

Nella sua ricerca di una strategia per il futuro adeguata, Voit scandagliò completamente il tema del taglio pannelli. In questo contesto si confrontò intensamente anche con il tema nesting. In particolare utilizzò Ligna 2015 per analizzare bene in tempo reale l’offerta sul mercato e informarsi in prima persona in maniera completa sui concetti dei grandi produttori di macchine. E poi arrivò la sorpresa: Voit “scoprì” nella Homag-City la nuovissima HPS 320 FlexTec. Con questo concetto, Holzma aveva apportato un nuovo capitale per quanto riguardava il sezionamento pannelli e aveva mostrato a visitatori specialisti del settore di tutto il mondo, lasciandoli piuttosto impressionati, che cosa significava Zuschnitt 4.0 agli occhi dell’azienda di Holzbronn. Voit: “Ero entusiasta. E mi fu subito chiaro che quello che stavo vedendo sembrava essere fatto apposta per noi".

Potenziale riconosciuto e avviato

Che cosa intendesse, lo chiedo a Stefan Voit a stretto giro di posta. In qualche modo, mi sembrava già troppo bello per essere vero. Ma per l'esperto mastro falegname il concetto era davvero un colpo al centro del bersaglio: “Il concetto soddisfa la nostra elevata esigenza di flessibilità. Produrre rapidamente e senza lunghi giri anche i lotti con i numeri di unità più bassi: proprio quello che volevamo”. La HPS 320 FlexTec ha diverse particolarità che, nel complesso, proprio su questo punto dettano nuovi standard. I dati fondamentali: Si tagliano esclusivamente singoli pannelli. All’impianto di Voit si possibili lunghezze di taglio fino a 3.200 mm. La macchina non è adatta a parti molto sottili (<8 mm) né spesse (>42 mm). Ma era già tutto qui, per quanto riguarda le limitazioni.

Dopo che un singolo pannello è stato portato automaticamente dal magazzino pannelli alla sega, si possono realizzare automaticamente anche schemi di taglio molto complessi dal software di ottimizzazione Schnitt Profi(t), senza onerosi sistemi di salvataggio e ritorno. Ci pensa il robot al centro della scena. Porta tutti i pannelli e le strisce al posto giusto, li gira nella posizione necessaria e li deposita in diversi luoghi nell’unità di taglio oppure li lascia provvisoriamente sopra il dispositivo di pressione. Questa profonda integrazione del robot è possibile grazie al comando completamente riprogettato. Questo permette un trasporto ottimale dei pannelli nella sega e in seguito via dalla sega, controlla i processi di taglio nonché i tagli finali, ora eseguibili senza limite di numero, e tutti i ritorni di materiale necessari a questi scopi. Anche la capacità si sarebbe fatta vedere, sottolinea Stefan Voit: “A seconda dello schema di taglio produciamo fino a 1.500 parti per turno”.

Un magazzino, due seghe, tutte le opzioni desiderate

Assieme alla HPP 530, che Voit continua a utilizzare come prima nel settore del taglio pacchetti e che produce anch’essa 1.500 parti per turno, in fin dei conti la capacità nel taglio è stata raddoppiata. E poiché Stefan aveva costruito appositamente per il taglio un capannone grande 1.000 m², le macchine e il magazzino hanno potuto essere disposti e connessi in maniera ottimale.

Il mastro falegname proiettato al futuro continua: “In quel caso, come per i molti investimenti degli anni passati, abbiamo potuto nuovamente fare del tutto affidamento sul supporto completo da parte del nostro partner per la tecnologia, Homag Bayern. Assieme al direttore di filiale Karl-Heinz Brauneisen, nel corso degli anni abbiamo così sviluppato e messo in piedi con successo alcuni progetti che all’epoca erano sempre un passo avanti. Ma ci siamo sempre riusciti e farlo ci ha sempre portati molto avanti”. 

Ho notato questo:

“Si può fare ancora qualcosa”

Stefan Voit e i suoi due figli hanno messo insieme un grande progetto con l’unità di taglio. La voglia di ulteriore ottimizzazione e di continuare a configurare l’azienda così dinamicamente è chiaramente percepibile. Così, attualmente stanno pensando molto in concreto di dare gas alla questione connessione: “Vorremmo avere un sistema di controllo della produzione sovraordinato con il quale poter organizzare l’intera produzione in maniera ancora più flessibile, trasparente e meno orientata alle persone”. Sarebbe a dire: i prossimi appuntamenti con Karl-Heinz Brauneisen di Homag sono già fissati e si prevedono teste fumanti. E come sempre, anche questa volta i Voit sono sicuri: “Si può fare ancora qualcosa”

Pubblicato in BM, dicembre/2016. Holzma ringrazia il redattore responsabile Christian Närdemann. Ringraziamo anche il nostro cliente, la falegnameria Voit.
Diritti sulle immagini BM/Christian Närdemann

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