24.11.2017   |   Germania

Il robot come manager di sezionatrici

Produrre in modo flessibile e al tempo stesso soddisfare i desideri individuali dei clienti: anche per il cuciniere Sachsenküchen è l'imperativo del momento.

"Per un progetto simile non è facile definire un periodo di tempo necessario per l'ammortizzazione. Il successo si ottiene grazie a numerosi singoli fattori che si incastrano tra loro".

Elko Beeg, amministratore delegato di Sachsenküchen

Produrre in modo flessibile e al tempo stesso soddisfare i desideri individuali dei clienti: anche per il cuciniere Sachsenküchen è l'imperativo del momento. Questo obiettivo, tuttavia, è realizzabile soltanto con una produzione lotto 1 completamente automatizzata. I responsabili della produzione dell'azienda hanno seguito la tendenza, sviluppato un progetto, lo hanno costruito in modo strategico e implementato passo dopo passo. Il passo iniziale è stato fatto nel reparto di sezionatura.

Quando ci siamo avvicinati al tema della produzione lotto 1, nessuno parlava ancora di "Produzione 4.0". Inizialmente ci interessava la flessibilità nella produzione di pezzi di mobili insieme all'espansione della nostra capacità produttiva", così Elko Beeg, amministratore delegato di Sachsenküchen, descrive l'ingresso nella produzione flessibile di mobili. "La gestione dei nostri magazzini di stoccaggio intermedio è diventata sempre più difficile negli ultimi anni. Il numero crescente di decori e dimensioni dei pezzi non consente quasi più un approvvigionamento economico".

Di conseguenza, già tre anni fa i responsabili della produzione hanno iniziato a interessarsi a "metodi di produzione alternativi". Alla fiera Ligna 2015, presso lo stand di HOMAG, hanno visto la prima sezionatrice di pannelli con robot, ma non potevano immaginare che proprio questa macchina sarebbe stata un giorno al centro della loro nuova prefabbricazione. È andata così per molti visitatori interessati, ai quali non è apparso chiaro da subito cosa il robot fosse realmente in grado di fare. Quello che la macchina sa fare in una cella di taglio insieme alla "collega" sezionatrice per pannelli "HPS 320 flexTec" nella sezionatura lotto 1 è notevole e si può osservare nello stabilimento 2 di Sachsenküchen.

Dopo due anni di intenso lavoro di pianificazione di un nuovo concetto complessivo per la prefabbricazione, nel dicembre del 2016 è stato compiuto il primo passo installando la prima isola di taglio. La macchina è stata collegata direttamente al magazzino orizzontale automatico HOMAG preesistente che si occupa del carico dei pannelli mediante una traversa a depressione. Da lì in avanti lavora in modo completamente autosufficiente. La '"HPS 320 flexTec" è progettata appositamente per pannelli singoli e, con l'ausilio di robuste pinze di bloccaggio, posiziona automaticamente i pannelli di medio formato in corrispondenza della linea di taglio della sezionatrice. Il robot si occupa quindi della completa movimentazione dei pezzi all'interno della sezionatrice. A seconda dello schema di taglio i pezzi vengono ruotati e alimentati alla sezionatrice. Dopo l'ultimo taglio, su ciascun pezzo viene applicato un’etichetta con codice a barre che lo rende identificabile nel corso dell'intera produzione.

"I colleghi nel reparto sezionatura sono molto contenti della loro "nuova collega", dice Elko Beeg. "Lavora senza errori, perché il comando dell’isola l'ha informata sull'ottimizzazione dello schema di taglio". Naturalmente il robot è anche in grado di ritornare gli scarti di diverse dimensioni al magazzino pannelli. In più, sopra il pressore, l'impianto dispone anche di un polmone pezzi. Qui il robot deposita temporaneamente i pezzi che possono essere ricondotti alla sezionatrice per il taglio finale. La "mano" del robot è una traversa a depressione di dimensioni relativamente grandi, le cui ventose a vuoto sono adattate alla gamma di pezzi e possono essere comandate singolarmente. Dal momento che il loro "polso" permette un movimento di 360 gradi, le ventose sono anche in grado di raccogliere al meglio ogni pezzo di qualsiasi dimensione e ricollocarlo in una posizione ottimale.

Nell'assemblaggio finale di Sachsenküchen, tutte le parti del flusso di lavorazione vengono alimentate direttamente all'impianto di bordatura. Che qui non vengono impiegate le vecchie macchine esistenti, bensì una tecnologia d'avanguardia, Elko Beeg lo aveva già rivelato. Alla Ligna 2017, Sachsenküchen ha potuto osservare presso lo stand HOMAG il nuovo impianto di lavorazione dei bordi in tutta la sua lunghezza.

Fino all'installazione del nuovo impianto di bordatura, Ringo Menzer, conduttore dell’ìsola di taglio "HPS 320 flexTec", accatasterà manualmente i frontali  tagliati. Ma non basta: Elko Beeg prevede di produrre a lotto 1 anche le parti di mobili che oggi vengono ancora fabbricate a magazzino. "Abbiamo 26 decori di mobili e non possiamo immagazzinare tutti i componenti", Beeg offre così una panoramica dell'intera struttura. "L'obiettivo è quello di poter trattare anche i pezzi del corpo del mobile come i frontali e di abolire quasi del tutto il magazzino attuale". A questo scopo, nella prossima fase di sviluppo – quando sarà introdotto il nuovo impianto di bordatura – ci sarà una seconda isola di taglio "HPS 320 flexTec" identica con robot. La sezionatrice per pannelli "HCL 11" al momento ancora in uso, verrà quindi dismessa.

Le due isole di taglio devono lavorare le parti di mobile necessarie secondo le esigenze del cliente ed alimentarle direttamente nel flusso di lavorazione, senza immagazzinaggio intermedio, alla linea la bordatura la quale è composta da due "KAL 610 profiLine" di HOMAG. Presso Sachsenküchen sono presenti molte macchine della casa HOMAG. "E abbiamo i nostri validi motivi", così spiega Elko Beeg la decisione della sua azienda. "Per noi erano importanti prestazioni elevate della sezionatrice e al tempo stesso un ingombro ridotto, oltre a un concetto di dati coerente fornito da un'unica fonte. HOMAG offriva queste precise caratteristiche. "Il progetto "produzione lotto 1 automatizzata" è stato avviato nel 2015 alla Ligna e verrà concluso nel dicembre del 2018. Sachsenküchen, infatti, ha investito circa 7 milioni di Euro nel futuro. Ne è valsa la pena? "Per un progetto simile non è facile definire un periodo di tempo necessario per l'ammortizzazione", precisa Elko Beeg. "Il successo si ottiene grazie a numerosi singoli fattori che si incastrano tra loro".

Beeg si aspetta infatti un aumento della capacità produttiva di un cospicuo 30 per cento e una riduzione del capitale investito grazie all’eliminazione del magazzino pezzi. Ma il fattore per lui decisivo è il guadagno in termini di flessibilità. E, non da ultimo, prevede un vantaggio competitivo per l'azienda, perché produce soltanto ciò di cui c'è effettivamente bisogno. E lo fa in molto meno tempo e con una qualità superiore.

Intervista a Elko Beeg, amministratore delegato di Sachsenküchen

Signor Beeg, Lei si è posto un obiettivo impegnativo: una produzione secondo le direttive dell'Industria 4.0. Con questo si aspetta migliori opportunità di mercato per la sua impresa?

Quando ci siamo avvicinati al tema della "produzione lotto 1", si parlava ancora poco di "Produzione 4.0". Eravamo interessati alla flessibilità della lavorazione di pezzi e all'ampliamento della nostra capacità produttiva. Il nostro obiettivo era quello di poter produrre ogni parte secondo le specifiche del cliente e ai costi di una "produzione industriale". In effetti, contiamo su migliori opportunità di mercato se incrementiamo il nostro grado di automazione aumentando al tempo stesso la flessibilità. Desideriamo che anche in futuro i nostri clienti vedano soddisfatto ogni loro desiderio, ciascuno in base alla cucina dei propri sogni.

Automazione vuol dire che intendete generare una maggior crescita con meno dipendenti?

Questa è una conclusione erronea molto diffusa. Dopo la caduta del Muro, nel 1990, abbiamo iniziato con circa 70 dipendenti. Oggi ne contiamo 210. Di pari passo con il fatturato, anche il numero dei nostri dipendenti è andato crescendo. La realtà è che i campi di attività sono cambiati molto negli ultimi anni. Per esempio oggi ci sono più dipendenti nel servizio assistenza. Nella produzione abbiamo bisogno di più tecnici altamente qualificati, e così pure nell'elaborazione degli ordini. Essi fanno sì che gli ordini vengano pianificati correttamente e la produzione sia eseguita con tutti i dati necessari. Peraltro anche in futuro, accanto ai nostri impianti automatizzati, avremo macchine per falegnameria e postazioni di lavoro al banco per poter soddisfare tutti i desideri speciali dei nostri clienti. Quindi non si tratta di automatizzare tutto, ma solo laddove per noi ha un senso. Per questo motivo continueremo a formare il mestiere del carpentiere, perché i nostri requisiti di alta qualità possono essere soddisfatti solo da specialisti impegnati e qualificati.

E il robot nella sezionatura è l'uomo colato nel ferro?

Naturalmente no, ma è un enorme alleggerimento del lavoro! Infatti, quello che fa il robot nell’isola di taglio "HPS 320 flexTec" sarebbe impossibile agli operai a questa velocità. In combinazione con il magazzino pannelli automatico, questa isola di lavorazione effettua l'intera movimentazione del materiale fino al componente finito etichettato – incluso il ritorno dei pannelli scartati. E questo con il minimo ingombro.

Foto: Schmidt

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