08.05.2015   |   Germania

I segatori di Regensburg

Première in Germania per la HPP 130 di HOLZMA: la falegnameria Pangerl & Voith è la prima a mettere in funzione questo piccolo nuovo sviluppo.

“Tutta l’azienda è contenta della sega. È divertente. E qui è stata subito al proprio posto”.

Stefan Pangerl, gerente falegnameria Pangerl & Voith GmbH

La definizione degli obiettivi nello sviluppo della nuovissima sezionatrice per pannelli HPP 130 era chiara: “Vogliamo entrare nell'artigianato”. Matthias Rentschler, manager di prodotto di HOLZMA, spiega: “Finora le sezionatrici per pannelli orizzontali erano viste semplicemente come troppo care, soprattutto nel settore dell’artigianato”. Ora per il costruttore di macchine di Holzbronn, l’arte stava nel creare un risultato positivo sfruttando un sapiente mix dei sistemi modulari delle parti della propria casa e della concentrazione sulle esigenze essenziali nell’artigianato. 
Così, gli ingegneri di HOLZMA ricorsero a componenti di sistema fidati e di gran qualità, come il carrello lame, e depennarono di contro alcune possibilità delle grandi serie che di regola nell’artigianato non sono necessarie. 

Il prezzo è giusto

In futuro, “troppo cara” non sarà quindi più un criterio di esclusione, per quanto riguarda l'acquisto della sega. La HPP 130 è appena più costosa di una moderna sega circolare. Cosa che contribuì a portare Pangerl und Voith di Regensburg, un’azienda di allestimento d’interni specializzata nei settori cucina e mobili, a questa decisione, ad azzardare il passo della sega ad alta precisione. 

Già da tempo i falegnami accarezzavano l’idea di un tesorino dalla Foresta Nera. E poiché si trovavano bene con le macchine della famiglia HOMAG, all’inizio la concorrenza non fu proprio presa in considerazione. E quando arrivò l’offerta di provare un prototipo, nemmeno allora i due falegnami esitarono. “Fin dall’inizio, avemmo uno scambio ancora più intenso con gli esperti di Holzbronn rispetto a una normale azienda. Quasi niente avrebbe potuto andare storto”. E infatti non successe: ancora oggi la sega mostra tranquillamente i denti a ogni catasta di pannelli.

La sega si trova qui nella capitale dell’Alto Palatinato già da alcuni mesi, per confrontarsi ancora una volta come prototipo nella quotidianità dell’esercizio con tutte le situazioni della vita reale. Le prime esperienze sono fatte, pertanto la valutazione dalla pratica è assolutamente credibile: “Quello che si riesce a fare alla sega circolare con due operatori in un’ora, ora lo sbrighiamo con un solo uomo in dieci minuti”, calcola Stefan Pangerl obiettivamente. “E in più, il risultato è molto più preciso e pulito”. Non stupisce quindi che il prezzo d’acquisto, già solo per i costi della manodopera, sia presto “recuperato”. E non si tratta proprio di quantità: “Lavoriamo circa 40 pannelli al mese. Ma già con soli 30 pannelli sarebbe valsa la pena di acquistare la sega”. Inoltre, così il 37enne, gli scarti vengono notevolmente ridotti. “Negli ordini più grandi, rimane per lo più almeno un pannello. Questo fa risparmiare denaro contante”. E, aggiunge furbamente, è quasi più efficace di un centro di lavorazione.

Lo spazio è nello stabilimento più piccolo

Il carico della piccola HOLZMA avviene da un magazzino pannelli verticale oppure, se si vogliono segare delle cataste, tramite carrello elevatore. “Il questo modo, il lavoro è diventato molto meno gravoso per la schiena”, così il mastro falegname Pangrl, che nella sua azienda è anche responsabile del marketing.

Un secondo argomento pro o contro sezionatrice per pannelli: lo spazio. Ma anche questo argomento viene rapidamente confutato dai falegnami dell’Alto Palatinato: “Soltanto alla prima occhiata sembra che la HOLZMA richieda molto spazio, ma in effetti gliene serve appena di più rispetto alla nostra sega circolare. Perché a questa serve abbondante spazio libero attorno alla macchina”. 

Pangerl e Voith hanno inoltre abilmente posizionato la loro nuova sega tra CNC e macchina per l’incollaggio del bordo. Le tre macchine HOMAG formano un triangolo, le parti singole si trovano al centro su dei carrelli e possono quindi passare velocemente all’ulteriore lavorazione. 

Le macchine non sono collegate in rete tra loro (“non ancora”), ma se necessario la WEEKE e la BRANDT potrebbero senza problemi fare una chiacchierata elettronica sui lavori da sbrigare, cosa che aumenterebbe ulteriormente la loro efficienza.

Operatori felici

Ma come macchina singola, la HPP 130 fa sì che i suoi operatori abbiano visi evidentemente felici. La più piccola di tutte le seghe HOLZMA è pensata per pannelli singoli o piccoli lavori in serie. “Proprio giusta per noi, poiché lavoriamo principalmente pannelli per mobili”. A questo scopo, i 60 mm di sporgenza della lama sono assolutamente sufficienti. A Regensburg, ai tre tavoli a cuscinetti d’aria standard se ne aggiunge un quarto. Invariato è rimasto il comando della sega tramite “CADmatic”. “Plug and saw” sarà una delle parole d’ordine nella descrizione di HOLZMA della sua piccola sega: si collega e si inizia semplicemente a segare. 

Con il dispositivo di pressione angolare centrale e il preciso carrello lame, gli allestitori di interni di Regensburg ottengono una qualità molto migliore su CNC e bordo. In questo è utile anche lo spintore a programma a controllo elettronico con le tipiche pinze di bloccaggio HOLZMA. Questo renderà possibili anche i minimi tagli di rifinitura e di pulizia. Il risultato di questa “avventura prototipo” alla falegnameria di Regensburg: “Tutta l’azienda è contenta della sega. È divertente. E qui è stata subito al proprio posto”.

Pubblicato in GENAU, 4/2015. HOLZMA ringrazia il direttore responsabile Lutz Odewald.
Ringraziamo anche il nostro cliente, la falegnameria Schreinerei Pangerl & Voith GmbH.
Diritti per le immagini GENAU/Lutz Odewald e HOLZMA

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